Diciamolo subito, in modo un po’ brutale, Mondo Barca da questo numero di luglio interrompe la pubblicazione. Dopo poco meno di quattro anni, e quaranta numeri. Dire perché, come immaginerete, non è facile. O meglio, è facilissimo: basta dire “mala tempora currunt”. Non siamo certo i soli a tirare i remi in barca e di questi tempi il settore dell’editoria specializzata nella nautica è uno di quelli maggiormente colpiti. Soffrono i grandi gruppi dell’industria nautica nazionale e internazionale. È la crisi ragazzi, è la crisi.
Sì, però... magra consolazione... è un peccato, perché Mondo Barca, “modestamente parlando”, è una rivista fatta con intelligenza. Doveva essere una “voce fuori dal coro”, come diceva il primo editoriale, e lo è stata. Ha fatto le sue prove, le “100 miglia a bordo di...” , con una qualità e dicendo cose che le altre riviste non si sono mai permesse. Abbiamo fatto inchieste e prove comparative di cui, sempre molto “modestamente”, andiamo orgogliosi. Ci hanno anche causato cause legali, problemi e grattacapi. È il prezzo da pagare, quando si tenta di fare, appunto, cose fuori dal coro. Abbiamo provato a fare anche un po’ di cultura del mare e a non parlare solo di prodotto, di quelli che qualcuno chiama “giochi per ricchi”. Abbiamo scelto argomenti, personaggi, storie diverse. Abbiamo nutrito la curiosità dei nostri lettori. Ma, è evidente, non era la strada giusta. Un po’ perché, come dice il solito proverbio cinese, “nell’acqua più pura non c’è neanche un pesce”, abbiamo cioè peccato di presunzione; e poi perché per affrontare il mare oceano, le sue onde, e i Leviatani che abitano il suo ventre non servono solo poeti, ma anche guerrieri. Alcune altre riviste specializzate scelgono di issare i colori delle aziende di cui parlano. Propongono i loro comunicati stampa, le loro foto, le idee dei loro amministratori. Il tutto messo “in bella copia”, dietro lucenti copertine patinate.
E fanno bene. Navigano ancora.
Noi, con dignità, torniamo in porto e doppiamo gli ormeggi.